Il Palazzo

Tra Santa Maria del Giglio e il Gran Teatro La Fenice fa capolino Ca’ Marin. Palazzo di origine cinquecentesca, presenta al suo interno straordinarie sorprese: superstiti alle varie modifiche apportate nel corso degli anni, gli affreschi settecenteschi del salone al piano nobile La fuga di Elena da Troia, Teseo e Arianna. Lo stesso soffitto è impreziosito agli angoli da quattro medaglioni allegorici rappresentanti Apollo e le Muse. Sempre al piano nobile, nella grande sala che si affaccia sul rio della Fenice, troviamo un altro incantevole affresco, La Virtù incorona il Merito; nella stanza accanto invece un volo di putti nel plafond ovale. Tutti i colori sono brillanti ed accesi ed ogni decorazione porta con sé lo spiccato gusto decorativo radicato nella tradizione tiepolesca.

Non è stato facile ricostruire le vicende di questo palazzo, che ha una storia di successioni quanto mai intricata e curiosa: tra le cose si tramanda che a palazzo abbia vissuto i suoi primi anni Veneziani la celebre Contessa Isabella Teotochi (di Corfù) che aveva sposato in prime nozze Carlo Antonio Marin, e poi Giuseppe Albrizzi…. Letterata, colta, bellissima, amata da Vivant Denon  (inventore del Louvre), Ippolito Pindemonte, Ugo Foscolo, intima di Canova al quale dedicò la celebre biografia delle sue sculture, Isabella Teotochi, fu paragonata a Madame de Stael.

Il Catasto Napoleonico e lo stemma scolpito sul pozzo del cortile interno del Palazzo (un’onda che dovrebbe essere azzurra su foglia d’argento) testimoniano certamente l’appartenenza alla famiglia Marin, che a partire dal 1760, ne ha curato il restauro e il rimaneggiamento della decorazione interna.

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